La paura di PARLARE |
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di
Giombi Margherita (ins. sostegno) e |
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Si è lavorato su un caso di mutismo selettivo, disturbo caratterizzato dall'incapacità del bimbo, preso da ansia e da fobia sociale, di parlare fuori dell'ambito familiare. |
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| Ci siamo trovati di fronte ad una bambina impenetrabile, che spaventata, sbirciava il mondo da una finestra socchiusa. Aveva bisogno di mezzi che l'aiutassero a trovare il coraggio per uscir fuori , gradualmente, senza farsi scoprire troppo. Spesso è l'ignoranza a generare la paura. La bambina è stata presa per mano e accompagnata nell'esplorazione di quest'isola ancora selvaggia, piena di pericoli. Abbiamo cercato di far avvicinare la bimba all'ambiente e l'ambiente alla bimba, richiedendo ad entrambi il coraggio di aprirsi, di modificarsi un po' perché s'incuriosissero l'uno dell'altro. Dopo aver fatto tanta strada assieme, si è scoperta un'isola più verde, dov'è nata la voglia di trovare “un modo di dirsi le cose”. E' stato naturale partire dai gesti e dal corpo . Ci siamo divertiti! Ne abbiamo ampliato la gamma raccogliendoli anche in un album di foto, affinché potessero essere accessibili sia alla classe sia alla bambina. Si è aperto un mondo nuovo! Allora via, altre immagini attraverso le quali con un dito ci ha “parlato” di tante cose. Avevamo tutti voglia di sentirla, e lei di farsi ascoltare, ma che paura! Idea! Registrare la sua voce a casa per portarla a scuola! I bimbi possono ora percepire che parla! Lei è timidamente orgogliosa di aver superato un grosso ostacolo. Poi ci viene in aiuto la tecnologia: il comunicatore, allegato2 un registratore un po' speciale, che attraverso semplici tasti, ognuno dei quali contenente un messaggio diverso, ci permette di passare dall'ascolto all'azione e/o relazione e quindi all'interazione con la sua voce ma in modo indiretto. Giocare con il comunicatore l'ha aiutata a capire che le sue parole sono belle per tutti. Attraverso un percorso ludico fatto da soffi sulle candeline, fischi, colpi di tosse ecc si è lasciata guidare fino a sussurrare all'orecchio degli amici. Ora dobbiamo solo “ alzare il volume ”, giocando a “Parlo con le WinX” un'altra macchina ci aiuterà, il “ vociometro ” allegato3, che ha tante lucine che ci dicono quanto parliamo forte. Progetto e fasi: allegato.Pdf
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